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Riapertura palestre dopo il lockdown: facciamo il punto

Ci sarà una riapertura delle palestre? Dal 25 maggio sono previste le riaperture di alcune attività nelle zone a minor rischio, ma quando, come e dove si tornerà pian piano alla normalità?

In questo articolo cercheremo di capire come riapriranno le palestre e i club, cercando di dare spunti sulle soluzioni da applicare

Come prepararsi

Sull’inizio della famosa convivenza con il virus, il Governo procede ad elaborare tutte le indicazioni necessarie, anche se le decisioni finali non sono state ancora adottate e, tuttavia, gli obiettivi principali sono sempre gli stessi tre: garantire la salute, evitare nuove ondate di contagi e impedire il collasso delle attività economiche.

C’è fretta per la riapertura dopo il lockdown, ma altrettanta è la prudenza e, come è già emerso, riapriranno per ultime le attività ricreative ed affollate per eccellenza e, quindi, concerti, eventi sportivi, cinema, discoteche e palestre.

Per queste ultime la situazione sarebbe particolarmente critica e, secondo parte della comunità scientifica, in teoria sarebbero da evitare, in virtù del fatto che l’attività fisica aumenta l’intensità respiratoria e l’emissione dei famosi droplet, le goccioline di saliva che espelliamo ancor di più sotto sforzo.

Qualche ipotesi di riapertura

Un’ipotesi potrebbe essere quella della ripresa degli allenamenti individualizzati con un personal trainer, proprio perché una riapertura immediata delle palestre con la modalità classica è impensabile e lo sforzo che dovrà essere fatto sarà quello di rimodulare e ri-progettare spazi e accessi, per proporre un servizio che possa essere accettabile e preso in considerazione già dalla fase 2, con nuovi palinsesti, nuovi istruttori adatti alle esigenze dei clienti

I club dovranno quindi essere in grado di cambiare protocolli e procedure: 

  • dal  punto di vista logistico, sanificazione continua degli ambienti e degli attrezzi utilizzati, accessi limitati solo su appuntamento, mantenimento delle distanze sociali, chiusura degli spogliatoi e mascherine obbligatorie per tutti, oltre a gel e termoscanner (vietato l’ingresso ha chi ha oltre 37,5 gradi di temperatura corporea) ed infine igienizzazione continua degli attrezzi utilizzati, fra un turno di allenamento e l’altro, nonché degli spazi comuni;
  • offerta di piattaforme per lo smart fitness, soprattutto per (quelli che erano) i corsi collettivi: molti centri di medio-grande dimensioni, infatti, stanno pensando a questa nuova frontiera del fitness che veniva praticato in gruppo, cioè creazione di vere e proprie aule virtuali, con tanto di abbonamenti e orari creati ad hoc e possibilità di usufruire delle lezioni on line, in diretta o in differita. 

Questa potrebbe essere una soluzione che permette un cash flow di sopravvivenza, almeno per uscire dall’immediatezza del duro periodo che gestori e proprietari si troveranno a dover affrontare.

Chiaro è che il core business dei club e dei centri sportivi deve spostarsi più su questo servizio a distanza, formando i propri istruttori, a quel punto tassello fondamentale della ripresa.

Tavoli di lavoro e strumenti per riaprire

Nel prossimo DPCM saranno presenti le linee guida per la riapertura, ad annunciarlo è il ministro Spadafora, che anticipa già che verranno stabiliti aiuti per tutte le società dilettantistiche.

Possibile però che questa scadenza del 18 maggio slitti di un’altra settimana, per consentire ai gestori di adeguarsi alle regole severe contenute nel protocollo, ma l’obiettivo è comunque di ripartire entro fine mese, soprattutto nelle Regioni a contagio e decessi a zero.
In ogni caso di riaperture si parla: l’ANIF, la maggiore associazione di categoria nazionale ed europea che rappresenta club e centri sportivi, ha attivato sin da subito tavoli di lavoro con le Istituzioni, al fine di garantire il prima possibile una riapertura delle palestre per spingere la ripresa di tutto il comparto, tenendo ben presente anche la moltitudine di lavoratori con contratti sportivi non professionisti, fra i più colpiti da questa pandemia.

Cosa verrà ufficializzato sulla riapertura delle palestre?

Diversi gli strumenti individuati dal legislatore per la ripartenza nel Decreto Liquidità (DPCM 8/4/20):

  • aiuti economici stanziati dall’ICS e dal fondo PMI – in questo caso però solo per le società commerciali –  (finanziamenti a tasso zero e con garanzie fino al 90%);
  • misure fiscali (sospensione del versamento delle ritenute fiscali-previdenziali a seconda della perdita di fatturato);
  • disapplicazione artt. 2446-2447 c.c. e quindi improcedibilità delle istanze fallimentari che potrebbero essere presentate entro il 31/10/20;
  • sospensione canoni concessori di affidamento degli impianti.

Altri ancora gli strumenti proposti dagli esperti di settore:

  • leva della deducibilità della spesa sportiva per chi è iscritto in palestra;
  • aumento del livello di deducibilità delle aziende che sostengono lo sport con sponsorizzazioni, soprattutto in favore delle ASD; 
  • prolungamento delle concessioni a gestori privati degli impianti pubblici;
  • rifinanziamento di sport e periferie, tramite provvedimenti di sblocco da parte degli enti territoriali (cd. finanza di progetto);
  • riqualificazione degli impianti dal punto di vista dell’efficientamento energetico (accordi fra ICS e ANCI);
  • SPORT BONUS, che prevede un credito d’imposta per le persone fisiche e per le imprese in caso di ristrutturazione dell’impiantistica sportiva;
  • altri strumenti previsti dallo stesso ICS, come MUTUO VERDE COMUNE e SPORT IN PISTA;
  • semplificazione burocratica ed amministrativa, soprattutto laddove sia possibile reperire e sfruttare risorse esistenti, che arrivino sia dall’Unione Europea, sia da fondi nazionali o locali;
  • rafforzare la finanza pubblica destinata a questi strumenti e fare in modo che l’impresa privata, se sollecitata, risponda anche con co-finanziamenti.

Ricordiamoci infatti che l’Italia, nonostante i numeri che lo sport realizza, è uno degli ultimi Paesi in Europa per spesa ed investimenti pubblici nel settore sportivo.

Carenza sostituita dalle società sportive che, se crollano, creano un enorme danno al Paese, non solo economico, ma purtroppo anche sociale.

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Photo by Danielle Cerullo on Unsplash