Palestra tutti i giorni

Palestra tutti i giorni: fa bene o male?

Ti stai chiedendo se andare in palestra tutti i giorni faccia bene o male?

Sei nel posto giusto! In questo articolo affronteremo proprio questo delicato argomento.

Fare sport è molto importante, non solo per la salute fisica, ma anche per quella mentale.

Sempre più persone, dopo una giornata lavorativa impegnativa sentono l’esigenza di dedicare del tempo a se stesse, e la palestra è la soluzione preferita.

La palestra tutti i giorni però non è sempre la scelta più idonea.

Continua a leggere l’articolo per conoscere la risposta a questa domanda.

Focus sull’obiettivo

Dopo 25 anni di insegnamento, mi sento molto spesso ripetere la stessa domanda: “ Andare in palestra tutti i giorni fa bene?”

In questa situazione il mio livello empatico con l’amico o il cliente si abbassa, perchè è una domanda complessa che vuole una risposta articolata e spesso non è la pazienza che mi manca per spiegare, ma sono il tempo e le parole giuste.

Eh già, perché chi pone una domanda di questo tipo spesso presuppone una risposta che in realtà si è già prefigurato, in altre parole vuole sentirsi rispondere quello che vorrebbe sentirsi dire!

Oppure è veramente sguarnito di indicazioni e allora mi serve un pò di tempo in più.

In genere la mia risposta allusiva è “Dipende”, ma un professionista serio non può che far seguire una spiegazione consona ed esaustiva.

Da cosa dipende quindi l’andare in palestra tutti i giorni?

Il primo punto è sicuramente l’obiettivo che ci che ci si pone.

Ma anche dal tipo di allenamento che si vuole seguire, ovvio.

Altre domande da porsi sull’andare in palestra tutti i giorni

Dopo aver capito qual è l’obiettivo, ecco le altre domande a cui bisogna dare assolutamente una risposta per capire se fare sport tutti i giorni sia un bene o un male.

Come si sviluppa quell’allenamento: da solo, in presenza di un Personal Trainer, di un istruttore di gruppo?

Dal tipo di vita che conduce il nostro interlocutore: fa il magazziniere o è un impiegato? Lavora in fabbrica, fa turni (notti comprese), è un infermiere, o è un manager, un insegnante, un informatico?

Quanto tempo ha a disposizione ogni volta per allenarsi?

E’ un triatleta, un calciatore o un nuotatore?

La sua fisiologia sarà uguale a quella di un altro praticante sportivo?

ll suo sistema endocrino e neuromuscolare risponderà agli stimoli allo stesso modo su 3 giorni di allenamento o su sedute settimanali quotidiane?

Dipenderà dai fattori elencati in precedenza e comunque sempre da una risposta soggettiva agli stimoli nervosi e adattivi che il carico e il corpo libero comportano.

Nonché dalla risposta appunto fisiologica alla produzione di cortisolo, conosciuto dai più come ormone dello stress, che in realtà viene prodotto naturalmente dall’organismo (dalle ghiandole surrenali), ma che aumenta in condizioni di stress psico-fisico, per esempio dopo esercizi fisici estremamente intensi e prolungati, ma anche dopo un intervento chirurgico, durante un trasloco o una separazione, dopo un esame universitario e così via.

Il cortisolo però ha un importante sviluppo anche in ambito alimentare: si manifesta infatti in caso di digiuni prolungati, o di abitudini alimentari scorrette, quali saltare la colazione o il pranzo, per mangiare poi molto in unico pasto.

E qui si aprirebbe un altro capitolo fondamentale da cui l’allenamento non può prescindere, cioè l’alimentazione.

Ecco perché rispondere alla domanda andare in palestra tutti i giorni in poche parole non è facile.

Bisogna far capire che anche il riposo e il recupero sono altrettanto decisivi su una performance sportiva che vuole durare nel tempo: altrimenti si rischia l’abbuffata e poi l’indigestione!

Ci vogliono criterio e metodo per progettare un piano di allenamento settimanale e moltissimo dipende dalle condizioni di vita e fisiologiche del nostro cliente.

Analisi psicologica

A noi spetta la capacità di spiegarlo e di prenderci il tempo necessario per capire chi abbiamo davanti, anche dal punto di vista oserei dire “psicologico” o comunque sociologico: a che tipo appartiene il nostro cliente?

Colui o colei che fanno appunto l’abbuffata e poi non ne vogliono più sapere?

Quelli semplicemente incostanti, che hanno bisogno di una sferzata iniziale, ma che poi si perderanno lo stesso, perchè fondamentalmente indolenti?

Oppure a coloro che hanno una totale dipendenza da allenamenti spesso massacranti, o che presentano costantemente sintomi di sovrallenamento, meglio detta come OTS, Over Training Syndrome, tra l’altro spesso frequente fra le donne over 40?

E poi c’è da considerare un ultimo fattore importante, che potrebbe forse giustificare allenamenti quotidiani, ovvero la varietà degli allenamenti stessi, che normalmente viene messa in atto dagli atleti, unica categoria a cui è concesso d’ allenarsi anche tutti i giorni.

I loro protocolli prevedono allenamenti specifici, legati alla particolare disciplina che praticano, che si alternano a sedute di allenamenti diversificati e spesso compensativi (ad esempio i ballerini, i calciatori e i nuotatori, che fanno esclusivamente lavoro a corpo libero, integrano con sedute coi carichi e di allungamento).

Insomma, come detto all’inizio, dipende…

Photo by Victor Freitas on Unsplash