i numeri della crisi

MERCATO DEL FITNESS IN ITALIA: I NUMERI DELLA CRISI

Inizieremo a contare i reali numeri di questa crisi solo dal prossimo anno, ma nel frattempo sono uscite stime autorevoli su quanto il settore abbia già perso durante tutto quest’anno.

Per riprenderci ci vorranno tempo, soldi e, lo abbiamo ripetuto spesso, riforme strutturali.

Riforme che riconoscano l’importanza di questo mercato, non solo in termini di fatturato e di PIL, ma anche per il contributo alla salute di chi sceglie di fare sport.

“Lo sport non chiude”, “Lo sport non muore” si legge sui tanti post pubblicati nei social:
non sono slogan ad effetto, creati solo da chi con lo sport ci guadagna, sono per lo più commenti di chi lo sport lo pratica e sceglie di mantenersi in salute, grazie ad uno stile di vita sano e attivo.

Nell’articolo faremo una fotografia dello stato di fatto attuale e cercheremo di riportare qualche buona notizia.


I NUMERI DELLA CRISI

Nel 2020 è prevista una perdita del 70% dei 12 miliardi fatturati nel 2019 per i 100.000 centri sportivi che occupano 1 milione di lavoratori.

Per il 2021, sempre che si esca dall’emergenza Covid-19 entro la primavera del prossimo anno, i danni sono già stimati intorno al 50-60% rispetto al 2019.

Questa la fotografia scattata da Anif, cioè l’Associazione nazionale impianti sport&fitness, palestre, piscine e campi sportivi, all’indomani dell’entrata in vigore del “Decreto ristori” del 29 ottobre scorso.

Stavolta le palestre sono scese in piazza, insieme ai ristoratori e ai baristi, ai lavoratori del turismo e dello spettacolo per fare sentire la propria protesta.

Per i collaboratori sportivi, solo quelli che han fatto domanda entro il 30 Novembre, è stata fissata l’indennità di 800 euro.
Erogata da Sport e Salute in modo automatico per chi già ne aveva beneficiato nel passato lockdown.

Ma anche in questo caso non sono mancate polemiche su ritardi e mancati accrediti.



IL MERCATO DEL FITNESS IN PERDITA

Ci sono poi le perdite delle aziende dell’industria sportiva italiana, che a fine anno saranno vicine ai 3 miliardi, registrando -18% rispetto al fatturato del 2019.

Se nei primi mesi del 2021 si dovesse finire ancora in una chiusura totale nazionale, la perdita potrebbe superare i 3 miliardi e arrivare ad un 25% di mancato guadagno.

Questi sono i numeri riportati da Cerved per Assosport sull’intera filiera manifatturiera dello sport: tutte le aziende produttrici di abbigliamento, calzature e articoli sportivi in Italia.

Per dare un’idea di cosa sia Assosport: 120 aziende in tutta Italia per oltre 300 brand, 9.300 addetti, un fatturato aggregato che sfiora i 5 miliardi di euro, pari quasi al 40% del totale realizzato nel 2019 da tutta l’industria italiana dello sport.



LA DIGITALIZZAZIONE

La trasformazione digitale sembra essere ormai LA soluzione per molti settori, da quello pubblico a quello privato e quindi anche nel mondo dell’imprenditoria dello sport.

Grazie ad essa le aziende sono riuscite a fermare l’onda d’urto della pandemia, per esempio con l’e-commerce e il marketing digitale, soprattutto nel caso delle imprese della filiera citata.

Ma anche le palestre e i trainers si sono adattati e hanno sfruttato le potenzialità delle lezioni e degli allenamenti on line, sia per limitare i danni economici che per rimanere vicini ai propri clienti.

Secondo Davide Dattoli, Ceo e cofounder di Talent Garden “La trasformazione digitale è parte sostanziale di un cambiamento epocale che le imprese stanno affrontando e un elemento sul quale investire. Ma ancora più necessario è investire non soltanto su strumenti e processi, ma sulle persone. Sono loro il vero cardine di questa trasformazione”.

Serviranno giovani di talento nelle nostre imprese, da quelle produttive a quelle che erogano servizi, come le palestre.

La chiave? Interpretare le difficoltà e le sfide lanciate dalla pandemia come un’opportunità di crescita, una spinta sull’acceleratore della modernizzazione e della digitalizzazione, della ricerca, dell’innovazione e della competenza.

Processi di certo non nuovi, che l’industria italiana conosce, compresa quella sportiva, ma a cui il Covid ha fatto da moltiplicatore.



RIAPERTURE SPORT DI BASE E DILETTANTI

Il Ministro Spadafora chiarisce in un’intervista su “Il Foglio” i prossimi passi in vista di una possibile riapertura ad inizio 2021, per tutte quelle attività che ormai da mesi versano in una situazione di grande incertezza sul futuro, palestre e piscine comprese ovviamente.

E’ stato dato il via libera proprio in questi giorni allo svolgimento degli allenamenti in forma individuale, ma per ora solo in alcune Regioni come l’Emilia Romagna.

Il Ministro ha aggiunto che vorrebbe essere sentito dal CTS prima di Natale, in modo da poter prevedere una graduale riapertura delle attività già da gennaio nelle regioni che rimarranno gialle anche dopo le festività.



FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO ASD E SSDARL

Stavolta attraverso la propria pagina Facebook, il Ministro annuncia che, dopo aver sbloccato la situazione del bonus di novembre e dicembre per i collaboratori sportivi, finalmente arriveranno anche i bonifici per le 19.009 Asd e SSd che ne hanno fatto richiesta per la prima volta a novembre. 

Si tratta di finanziamenti a fondo perduto per un totale di quasi 160 milioni: nelle somme bonificate saranno compresi gli affitti e le utenze per tutto questo periodo di chiusura, oltre alle spese sanitarie effettuate prima della chiusura, per mettere in sicurezza club ed impianti.



CONCLUSIONE

Un aiuto concreto che speriamo faccia da ponte alla prossima apertura, che tutti ci auguriamo possa essere il prima possibile.

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Photo by Jason Leung on Unsplash