ginnastica in gravidanza

Ginnastica in gravidanza: due cuori all’unisono

Quando la cliente è una futura mamma, ho scoperto che pochi preparatori si sentono a loro agio nell’allenarla. Probabilmente per la paura di non saper gestire su più livelli il rapporto con la cliente. O perché la ginnastica in gravidanza deve tutelare il feto, oltre che la cliente stessa.

E’ chiaro che ci vogliono opportune cautele e conoscenze.

Queste ultime si possono acquisire nei tanti corsi di formazione specifici proposti dalle varie federazioni e scuole presenti sul territorio, oltre che all’università, ovviamente.

Per il resto credo che aiutare ed assistere in palestra una donna in gravidanza sia una bellissima esperienza, sia umana che professionale.

Seguiteci allora in questo speciale percorso che ci porterà ad allenare con tanta soddisfazione ben due cuori che battono all’unisono!


La mia esperienza di ginnastica in gravidanza

Questo argomento mi è sempre stato caro, come istruttrice e come personal. Dopo essere diventata mamma, è diventato doppiamente caro anche nella veste di donna. Inoltre, durante il mio lungo percorso professionale, ho avuto il piacere di seguire decine di future mamme durante la loro gravidanza.

Per questi motivi, l’esperienza mi ha portato ad una conclusione: prima ci si inizia ad allenare e meglio si sta durante e dopo la gravidanza!

Personalmente ho continuato a lavorare in palestra fino a quando non mi era più possibile fare i rematori col bilanciere! Certo sono stata fortunata, perché ho avuto gravidanze regolari e senza nessuna complicazione.

Altrettanto vero è che io arrivavo da un’ottima condizione fisica. Ciò mi ha permesso addirittura di sostenere quasi tutto il lavoro che facevo in palestra (tolti gli allenamenti ad alto impatto).

So bene che per molte donne non è così!

Queste considerazioni vogliono essere motivo per spronare tutte a fare un minimo di esercizio fisico. Iniziare fin da ragazze e non aspettare i 30 o i 40 anni. Iniziare, se possibile, prima di pianificare la gravidanza e non aspettare gli ultimi mesi.


La ginnastica in gravidanza divisa per trimestri

Molti colleghi mi hanno detto negli anni di sentirsi inadeguati ad allenare donne in attesa perché nel caso di una gravidanza “le cose si complicano”.

Vero, ma bastano conoscenze adeguate e una comunicazione efficace.

Partiamo dal presupposto che una donna incinta non è malata.

Ma questo ormai lo sanno tutti, gli stessi ginecologi raccomandano movimento e controllo del peso.

Aggiungiamo che nei diversi momenti della gravidanza lo stato psico-fisico della donna è in continua trasformazione.

Gli obiettivi che la nostra cliente vuole raggiungere sono spesso legati al suo aspetto esteriore, alla sua salute e a quella del nascituro. Fondamentale è perciò adattare l’allenamento, via via durante i tre trimestri.


Primo trimestre di ginnastica in gravidanza

Nel primo trimestre è abbastanza facile conservare il proprio peso forma, ma è molto difficile poter mantenere le proprie capacità condizionali. E’ il trimestre più delicato e anche quello in cui il cambiamento in atto fa percepire più stanchezza.

Sempre per ritornare a me, ricordo quando mi appisolavo come un cavallo in piedi mentre ero in fila per pagare le bollette!!

In questo periodo, la ginnastica in gravidanza prevede allenamenti a bassa intensità, sia per chi è già esperta sia per la neofita.

Ancora meglio sarebbe passare alla sala fitness: un programma personalizzato è più indicato delle lezioni di gruppo. Fanno però eccezione il pilates, lo yoga e il pump.

Per le lezioni acquatiche, invece, rimane consigliata l’acquagym; l’unica accortezza è evitare gli esercizi in sospensione, che stimolano eccessivamente gli addominali.


Secondo trimestre

Durante questo periodo, le capacità condizionali possono essere ben esercitate, salvo complicazioni. Quel che cambia è il peso, la forma del corpo: in questo periodo nasce la necessità di “accettarsi“, cosa non così scontata e facile. Ecco come in questa fase, la ginnastica in gravidanza prevede un incremento del sostegno psicologico ed empatico da parte dell’istruttore.

La comunicazione quindi, anche con il proprio personal, diventa fondamentale. Vanno ridimensionati obiettivi irreali come quello di rimanere dello stesso peso e non ingrossare di pancia e gambe. Sono elementi fuori dal nostro controllo. Vanno invece incentivati obiettivi più accettabili e concreti.

Magari partendo da ciò che piace fare alla donna, così si tengono alte motivazione e soddisfazione.

Ancora una volta le caratteristiche genetiche e il background sportivo faranno la differenza.


Terzo trimestre

Durante il terzo ed ultimo trimestre ogni velleità estetica è ampiamente surclassata dalla necessità di “stare bene”. A questo punto, in genere sono i medici a raccomandare il contenimento del peso.

La ginnastica in gravidanza prevede esercizi di rinforzo per gli arti superiori e per la schiena con carichi leggeri. Si può lavorare sulla mobilità dell’articolazione del bacino. Si può continuare a frequentare la piscina.

Credo che nessun tipo di preparazione specifica richieda, in soli nove mesi, i tanti cambi di rotta che sono richiesti ad un allenamento in gravidanza.

Ecco perché, soprattutto durante l’ultimo trimestre, spaventati dal pancione, molti professionisti suggeriscono il riposo o al massimo fare qualche camminata.


Alimentazione in gravidanza

Inutile dire quanto sia estremamente importante mangiare bene, sotto tutti i punti di vista.

  • Le quantità

Durante i primi mesi si può addirittura dimagrire a causa delle nausee. Ma prima o poi la fame arriva e bisognerà essere brave a non dar retta alla nonna che dice “devi mangiare per due”. Amici, parenti, genitori, mariti e conoscenti tendono a propinare consigli a gogò, senza nessuna competenza.

Bisogna mangiare bene e nella giusta quantità. Se la donna è in grossa difficoltà, sarebbe meglio affidarsi ad un nutrizionista.

  • La qualità

E’ consigliabile prediligere cibi integrali, frutta e verdura fresche, ricche di vitamine e sali minerali, idratazione profonda e proteine sempre presenti.

Per integratori specifici, come ferro e acido folico ci penserà il medico.


Conclusione

La mia esperienza personale come preparatore di me stessa in gravidanza è stata una delle più belle che ho vissuto anche come atleta.

Ne ho tratto convinzioni importanti che ho poi messo a disposizione delle altre donne che ho avuto il piacere e la fortuna di seguire.

Avendo la consapevolezza di saper guidare sia la sportiva esperta che la neofita, ho potuto motivare il perché di ogni scelta tecnica. Attraverso poi la condivisione di informazioni, ho potuto raggiungere con la cliente gli obiettivi prefissati.

Se ti stuzzica l’idea di seguire donne in gravidanza, ti consiglio di leggere anche i nostri articoli sul Pilates e sullo Yoga. Oggi ci si approccia spesso alla gravidanza sfruttando queste metodiche.


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Photo by lucas Favre on Unsplash

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