fitness è business

FITNESS È DAVVERO UN BUSINESS?

Pensiamo alle raccomandazioni che ci vengono fatte a livello planetario riguardo a come conquistare e mantenere uno stile di vita corretto.

Ecco!! Capiamo subito allora perché fitness=business!

Per avere uno stile di vita sano occorrono un’alimentazione adeguata e soprattutto movimento, se non vogliamo dire proprio sport.

Una popolazione sana abbassa la spesa socio-sanitaria e una popolazione longeva ha anche una vita lavorativa più lunga. Ergo partecipa per più tempo ai processi produttivi e al gettito fiscale di un Paese.

Il fitness, come pratica sportiva amatoriale e non agonistica, è fra le prime scelte della massa di utenti sportivi.

E dove va la massa di solito c’è anche business, declinato in svariate offerte commerciali.

Il fitness è di moda, ha un trend in costante crescita, che fattura miliardi a livello mondiale, anche adesso, nonostante la crisi.

Crisi che, in realtà, ha colpito duramente gli operatori direttamente coinvolti. Ha rappresentato però un’opportunità in chi, già da tempo, ha creduto nella digitalizzazione del fitness, che proprio in questi mesi ha avuto crescite esponenziali.

Ma vediamo quali sono i numeri a livello mondiale ed europeo, per poi fare insieme alcune riflessioni.


FITNESS = BUSINESS

Partiamo dall’ultimo studio aggiornato sui numeri del fitness, stilato nel 2018 da Deloitte ed Europe Active sul mercato europeo della salute e dei cub fitness.

Nel 2017 il fatturato dell’industria del benessere globale ha totalizzato 83,1 miliardi di dollari, con 162,1 milioni di persone che hanno visitato 201.000 club.

Gli Stati Uniti guidano tutti i mercati degli iscritti e dei club, riportando rispettivamente 57,2 milioni di membri in 36.540 club.

Il Brasile è secondo in numero di club, con 34.509 centri e la Germania è invece seconda per numero di iscritti, avendone 10,1 milioni.

Tutti e tre i mercati sono ovviamente fra i 10 Paesi al mondo con il maggior numero di guadagni: gli USA al primo posto con 27,6 miliardi di dollari, la Germania la terzo con 5,6 miliardi e il Brasile al decimo con 2,1 miliardi.



IL BUSINESS IN EUROPA

Lo studio prosegue con un’analisi capillare sul mercato europeo del fitness riguardo ad iscrizioni, ricavi, numero di strutture, attività di fusione e di acquisizione.

Secondo la ricerca, questo mercato nell’ultimo decennio ha continuato a crescere fortemente. Nel 2017 è arrivato alla straordinaria cifra di 60 milioni di membri frequentanti club e centri sportivi, superando il mercato statunitense.

Con una crescita associativa del 5,3% a 10,6 milioni di iscritti, la Germania ha rafforzato il proprio primato, seguita da Regno Unito (9,7 milioni), Francia (5,7 milioni), Italia (5,3 milioni) e Spagna (5,2 milioni).

Nella classifica dei grandi operatori europei, il gruppo McFIT ha mantenuto la sua posizione di leader (con 1,73 milioni di iscritti). Basic Fit (1,52 milioni). Seguono il gruppo Pure Gym (con 0,92 milioni), Clever Fit (0,62 milioni) e The Gym Group (0,61 milioni).

I ricavi totali dei fitness club nel 2017 sono stati di 26,6 miliardi di euro, con un incremento del 3,8% rispetto al 2016.

A tal proposito, Herman Rutgers, membro del consiglio d’amministrazione di Europe Active e coautore del rapporto, ha commentato:
Il 2017 è stato un altro anno in forte crescita sia in termini di appartenenza che di valore di mercato. Ciò dimostra che i prodotti e i servizi del nostro settore rimangono altamente attraenti per i consumatori di tutta Europa e ci rendono fiduciosi di raggiungere l’obiettivo di 80 milioni di membri del settore entro il 2025”.



FITNESS & BUSINESS AI TEMPI DEL COVID

Come abbiamo ripetuto in alcuni vecchi articoli, questa crisi ha messo in ginocchio il settore più tradizionale del fitness, ovvero quello in presenza nelle palestre (Lockdown: effetti su piscine e palestre”) .

Di certo coloro che abitualmente si allenano outdoor non ne hanno risentito e anzi, hanno maggiormente contribuito al volume di affari dell’industria del fitness, quella più tecnologica, legata ai fitness tracker e ai dispositivi wearable (vedi articolo Fitness e Tecnologia).

Così come ha prosperato il settore dell’Home Fitness e anche in questo caso ne abbiamo parlato diffusamente già dal primo lockdown (Riapertura palestre: si va in diretta”, “Allenarsi a casa: 3 cose da considerare).

Il proliferare di app per gli utenti, ma anche di piattaforme che aiutano gli istruttori e i personal trainer a fare lezione on line evidenziano alcuni aspetti importanti.

Primo: una parte dei club, quella sicuramente più lungimirante, ha saputo adattarsi e ha risposto con lezioni on line per mantenere la fidelizzazione dei propri clienti.

Secondo: una parte del mercato del fitness ha visto un’opportunità di business e ha iniziato a perfezionare o a creare da zero nuove applicazioni per l’home fitness.

Terzo: i big del settore hanno investito, fatto acquisizioni e potenziato il proprio posizionamento nel segmento “tecnologico” del fitness.



CONCLUSIONE

Tutto ciò dimostra che il mercato del fitness si è evoluto e che in futuro ci saranno modelli ibridi per fare business (vedi articolo FITNESS ONLINE O IN PRESENZA?“) e tutti gli operatori dovranno tenerne conto.

La buona notizia è che è un mercato che non si ferma, anzi, c’è fermento…e se un big come Apple ha deciso di investirci, significa che il fitness continuerà a raggiungere milioni di persone e quindi continuerà ad essere un business.

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Photo by Jordan Whitfield on Unsplash