educazione motoria

Educazione motoria nella Scuola Primaria

Finalmente sarà possibile avere un esperto di educazione motoria nella Scuola Primaria; se ne era parlato tanto e finalmente col ministro Bussetti questo impiego è diventato realtà.

Sembrava che il relativo decreto legge si fosse arenato alla Camera, dallo scorso anno. Pare invece che sia in fase di approvazione e che quindi possa passare in vigore a breve.

Il disegno di legge prevede due fasi:

  1. sperimentazione: verrà introdotta questa figura specialistica in un elenco di plessi selezionati;
  2. ufficializzazione: diventerà parte dell’organico di tutte le scuole primarie.

Di seguito troverete tutte le indicazioni utili.


Educazione motoria: un’esigenza vera!

E’ molto tempo che viene richiesta nelle scuole primarie una figura qualificata nel settore motorio. Così come la musica e le discipline artistiche, anche la vecchia “educazione fisica”, oggi più propriamente definita “motoria”, necessita di un insegnante esperto nel settore.

Questo aspetto è importante anche per il risvolto sociale che ne deriva; una figura esperta nel settore favorisce:

  • la riduzione del rischio di obesità infantile grazie ad una corretta educazione allo sport e all’alimentazione;
  • il contrasto dei comportamenti di iperattività e di eccessivo stress, che i bambini manifestano già in tenera età;
  • il rispetto delle regole e della figure più autoritarie come gli adulti;
  • la conoscenza delle proprie potenzialità;
  • l’accrescimento della propria autostima;
  • l’accettare i limiti, sopportando le frustrazioni;
  • lo stare in gruppo.

Per fare tutto questo, bisogna che l’educatore sia predisposto fisicamente a muoversi coi bambini e che sappia declinare lo sport con giochi accattivanti ed istruttivi.


L’iter legislativo

I laureati in Scienze Motorie potranno insegnare alla scuola primaria, grazie all’introduzione del ruolo del docente di educazione motoria inquadrato come docente di scuola primaria.

Si sta avviando questo lunghissimo iter che riconoscerà l’educazione motoria quale espressione di un diritto personale e strumento di apprendimento cognitivo per il bambino.

Il Governo dovrà adottare, entro 12 mesi da quando la legge entrerà in vigore, l’insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria. Nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi bisognerà:

  • riservare tale insegnamento a soggetti in possesso dei titoli di laurea magistrale in Scienze Motorie ed equiparati (ex ISEF);
  • equiparare l’insegnante di educazione motoria agli altri insegnanti;
  • prevedere che l’organico degli insegnanti di educazione motoria sia determinato in ragione di almeno due ore settimanali di insegnamento, per ciascuna classe;
  • considerare che, in presenza di alunni con disabilità, il relativo piano educativo individuale tenga conto del profilo di funzionamento del bambino;
  • considerare che, dopo massimo 5 anni di sperimentazione positiva, possa essere disposta la graduale estensione dell’insegnamento dell’educazione motoria ad altre istituzioni scolastiche. In questo modo sarà possibile generalizzare l’insegnamento presso tutte le scuole primarie.

Ad ora, quindi, si procederà su scuole campione. Verrà fatta una sperimentazione su larga scala, a cui si auspica possa seguire un riconoscimento pieno di questa figura in tutte le scuole primarie italiane.


Conclusione

Già in molti paesi europei come Svizzera, Belgio, Francia, Germania e in tutto il nord Europa, le ore di educazione motoria sono affidate ad esperti.

E’ ora che il nostro Paese si adegui e prenda una direzione non solo opportuna, ma anche moderna. E’ tempo di dare allo sport il valore intrinseco ed educativo che famiglia, psicologi ed educatori stessi gli riconoscono.

Mi è capitato di vedere una maestra andare a consultarsi con l’allenatore di calcio del suo ingestibile allievo, che però era tale solo a scuola. Sui campi da calcio bravissimo. E’ tornata con qualche idea in più ed è riuscita nel tempo a conquistarsi la fiducia del bambino.

Speriamo non rimanga una vittoria isolata. I bambini hanno bisogno di muoversi, di esprimersi e di avere qualcuno che creda in loro e li faccia divertire, pur rispettando le regole.

E se questo è vero in tutti gli ambiti della loro vita, a maggior ragione lo è nella scuola pubblica italiana.


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Photo by luthfi alfarizi on Unsplash