decreti sportivi

DECRETI “SPORTIVI”: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Tante le novità, purtroppo non positive, portate dai decreti “sportivi” per il settore dello sport dilettantistico.

Prima di tutto il Decreto Sostegno 2021. Doveva essere discusso in Parlamento in questi giorni e invece è stato rimandato alla settimana prossima, con grandissimo disappunto dal settore.

Poi c’è il Decreto Coni, sul quale il Governo ha ottenuto la fiducia al Senato. Avendo però talmente tante posizioni contrapposte non è stato possibile aggiungere nessuna modifica rispetto all’impianto originario.

Infine la proposta fatta da Giorgia Meloni e FI. “Riaprire palestre e piscine e scuole di danza nelle zone bianche e gialle, secondo il rispetto dei protocolli in vigore”, bocciata però alla Camera nei giorni scorsi. 

Nell’articolo che segue procediamo ad una breve disamina informativa dei 3 provvedimenti citati.


IL DECRETO SOSTEGNO 2021

Salutato definitivamente il decreto Ristori 5 del governo Conte, il decreto Sostegno del presidente Draghi slitta alla prossima settimana (mentre scriviamo è 12 marzo, ndr), mentre molte delle attività chiuse rischiano il collasso.

Per il comparto commerciale e dei servizi in genere si poteva pensare ad una misura analoga al blocco dei licenziamenti del settore industriale. Ad esempio prevedere il blocco degli affitti e delle spese fisse di gestione, come le utenze.

Ad oggi però così non sarà, neppure attraverso la cessione del credito d’imposta.

Un probabile sostegno dovrebbe arrivare per le partite IVA, anche quelle che hanno continuato a lavorare, purché autocertifichino un calo del fatturato annuo e non bimestrale.

Secondo Adkronos il governo Draghi starebbe mettendo a punto quanto già predisposto dal governo Conte. 3 mensilità di 1.000€ per l’inizio del 2021 per i lavoratori stagionali, del turismo e lavoratori autonomi occasionali.

Vedremo se in queste categorie rientreranno anche i lavoratori sportivi: secondo alcuni verranno mantenuti gli 800€ del decreto Ristori, ma non si sa se in maniera automatica o parametrato sulla “progressività” della domanda. 

Cioè il rimborso corrisponderebbe all’entità del contratto perduto con le chiusure….un po’ più difficile da calcolare, ma staremo a vedere cosa si deciderà.



IL DECRETO CONI

Questo provvedimento venne emanato dall’ex premier Conte poco prima di lasciare Palazzo Chigi. Non ancora approvato, fa parte dei 6 decreti legislativi che hanno prodotto la Riforma dello Sport (vedi articolo “I 5 punti chiave della Riforma dello Sport”).

Il decreto disciplina l’organizzazione e il funzionamento del CONI stesso: 

  • ne garantisce l’autonomia e la governance riguardo all’ordinamento sportivo italiano e sulle Federazioni;
  • risolve i problemi col CIO (che aveva contestato alle leggi italiane di essere contrarie allo spirito della Carta Olimpica. Si era detto pronto a sospendere a tempo il CONI stesso) e permetterà di partecipare ai  futuri giochi olimpici di Tokyo.

Dopo la fiducia al Senato, ora è al vaglio della Camera dei deputati.

A meno di colpi di scena, il decreto sarà convertito in legge ordinaria così com’è, nonostante i molti malumori per i tanti problemi irrisolti.

Nel dibattito è emersa forte l’esigenza di attribuire la delega dello sport, ancora nelle mani del presidente Draghi.

E’ stato fatto il nome di Valentina Vezzali, pluricampionessa di scherma, poliziotta e deputata (di Scelta Civica) stimata.

Nomina che ha il vantaggio di offrire al mondo dello sport finalmente una figura che proviene da quel mondo e che negli anni si è impegnata in molte iniziative.

Ricordiamo tra le più importanti la proposta di un disegno di legge per introdurre gli insegnanti di educazione motoria alla primaria.

La nomina è stata ufficializzata venerdì in Consiglio dei Ministri



LA PROPOSTA DI FRATELLI DI ITALIA

Nei giorni scorsi la Camera dei deputati ha bocciato l’emendamento al decreto Covid-elezioni presentato da Giorgia Meloni e da Fratelli d’Italia. 

Si chiedeva la riapertura di palestre, piscine e scuole di danza nelle zone gialle e bianche.

Sono stati 217 i voti contrari, 66 i favorevoli e 160 gli astenuti: a votare a favore non solo i deputati di FI, ma anche alcuni di Forza Italia, Cambiamo e Azione.

La proposta evidenziava l’opportunità di osservare protocolli scrupolosi e quindi non una chiusura per settori, ma appunto  il rispetto di linee guida attente.

Visione che ovviamente il mondo dello sport condivide e che ha cercato di portare all’attenzione delle Istituzioni attraverso le associazioni di categoria e le Federazioni.

Ma secondo il CTS le palestre e le piscine potranno riaprire solo quando il numero dei contagi sarà di 50 persone per 100mila abitanti.



CONCLUSIONE

Concludiamo con le parole di Giorgia Meloni: “…non tutte le palestre sono uguali, come non sono uguali tutti i ristoranti e tutti i negozi. Tra tutte queste misure irragionevoli, quella che riguarda le palestre, le piscine e le scuole di danza è di certo fra le più irragionevoli. Come sanno bene le persone che fanno sport, la gran parte delle attività sportive si può svolgere nel pieno rispetto delle norme di prevenzione e sicurezza sanitaria”.

Ma è rimasta inascoltata: contrari soprattutti i parlamentari di PD e M5S, più alcuni di Forza Italia. 

Da notare che i voti favorevoli e quelli degli astenuti, sommati fra loro, superavano quelli contrari.

Sarebbe bastato che gli astenuti avessero votato a favore e l’emendamento sarebbe passato!

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Photo by Iñaki del Olmo on Unsplash