istruttore migliore

5 Consigli per essere l’istruttore migliore della tua zona!

Ci sono mestieri al mondo che sono davvero particolari e l’istruttore di fitness è uno di quelli. In quest’articolo cercheremo di dare qualche consiglio prezioso a chi vuole essere davvero l’istruttore migliore della propria zona.

Ma cosa fa e chi è l’istruttore? E’ un mestiere a metà fra sport ed insegnamento? Socialmente parlando, è una via di mezzo tra animatore del villaggio turistico e lo sportivo professionista?

Non c’è una definizione o un’idea precisa che corrisponda a quello che fa davvero. Siamo “quelli che lavorano in palestra“. Stop. 

Il cliente ha spesso il dubbio che questa professione sia solo un divertimento, un passatempo di chi la sceglie come mestiere. Non sa se l’istruttore lo fa per hobby, per seconda occupazione o perché è davvero competente.

In realtà è un lavoro vero e proprio, impegnativo come tutti gli altri, che necessita di studio e formazione e che diverte e fidelizza il cliente.


1) L’istruttore migliore deve saper SPIEGARE

Sembra banale, ma è così: spiegare e saper spiegare bene, in modo conciso, preciso e competente è fondamentale per essere l’istruttore migliore della tua città.

Se una persona capisce il perché di ciò che fa e quel motivo coincide con un suo obiettivo personale, metterà ancora più impegno in quella attività.

Il consiglio che vi do è spiegare sempre il motivo per cui hai scelto:

un determinato esercizio. “Oggi lavoriamo sugli affondi per sviluppare forza su gambe e glutei“.

un certo input tecnico. “Mantieni la perpendicolarità ginocchio-caviglia per non affaticare l’articolazione del ginocchio“.

una precisa impostazione alla lezione. “7’ lavoro cardio seguiti da 2’di recupero attivo per ricaricare il sistema energetico ed essere pronti per il secondo round“.

un dato attrezzo piuttosto che un altro. “Oggi usiamo i manubri invece che il bilanciere. I manubri sono meno stabili e ci permettono di lavorare sui muscoli profondi“.


2) L’istruttore migliore deve PRESENTARE UNA SFIDA

L’idea della sfida crea eccitazione, tensione positiva e opportunità di crescita. Al tempo stesso offre nuovi stimoli sia a chi è già esperto che a chi è meno motivato.

Comunicare una sfida a settimana, suscita curiosità e un certo senso di performance. Ecco alcuni esempi:

– se avete due volte a settimana lo stesso tipo di corso, si può proporre un esercizio di tonificazione (piegamenti sulle braccia per esempio) di volta in volta con ripetizioni crescenti. La prima sera 15 reps, la seconda si raddoppia a 30.

– si può inserire un’inserzione particolarmente complessa (un cambio di fronte in una lezione di step per esempio). La prima sera solo frontale simmetrico, la seconda rovesciato sul piano opposto con un cross.

– se l’utente lavora sul massimizzare la forza di un certo muscolo o gruppo muscolare, si fa eseguire un esercizio che porta a un nuovo personal best (per esempio un max squat).

– si può suggerire un’evoluzione più difficile di un determinato esercizio (un’asana di yoga in una posizione nuova, per esempio a testa in giù).

Le sfide sono momenti in cui una persona viene motivata ad andare oltre quello che è abituata a fare. E’ un modo per superare se stessi, per consentire agli allievi di misurarsi in modo consapevole con nuovi livelli.

I nostri muscoli, come il cervello e lo stesso sistema nervoso, se sono stimolati sempre nello stesso modo, sono destinati a rimanere a quel livello. Accettare una sfida significa quindi aver voglia di fare un passo avanti.

L’istruttore migliore sarà colui che deve però comunicare chiaramente il momento di sfida durante la lezione e chiedere prima obiettivi raggiungibili da tutti e poi alzare il tiro con un obiettivo davvero impegnativo.


3) L’istruttore migliore deve saper CREARE momenti “fun”

Bisogna divertirsi quando si fa lezione. Istruttori e allievi insieme, uniti nella fatica e nel divertimento!

Energia e buon umore sono fondamentali per motivare le persone a ritornare alla tua lezione. Se vuoi che il cliente rinnovi l’abbonamento e rivoluzioni il proprio stile di vita, devi caricarlo positivamente.

Mi è capitato spesso di fare lezione coi colleghi e colgo subito l’energia e l’empatia stabilita con gli allievi quando li vedo sorridere e divertirsi mentre si allenano.

Perché se la giusta preparazione tecnica e scolastica sono indispensabili per essere dei buoni insegnanti, uguale è la capacità di motivare e di far divertire il pubblico in palestra. Ciò serve a favorire davvero quel benessere psico-fisico di cui tanto si parla.

E poi ricordiamoci che l’essere umano è attratto dal godimento e non dalla fatica. Perciò anche lo sforzo fisico deve essere ben sostenuto da un bravo insegnante, che motiva e che incita.


4) L’istruttore deve INSEGNARE, non allenarsi

Insegnare bene significa arrivare in tempo in sala, preparare gli attrezzi e gli esercizi, accogliere le persone che arrivano. Ma anche prevenire il più possibile gli infortuni dando le giuste informazioni tecniche su esecuzione e carichi. Guardare con attenzione gli allievi correggendo i loro errori più gravi, motivarli alle lezioni con feedback specifici, positivi e il più possibile “personalizzati”.

E’ bene saper creare anche una certa autonomia negli allievi durante una lezione, in modo tale che possano continuare anche senza di voi per qualche minuto. Questo vi permetterà di “staccarvi dall’esercizio” e di muovervi in sala per correggere tutti, facendoli sentire al centro della vostra attenzione.

Ecco qualche suggerimento.

Guardare gli allievi e non se stessi nello specchio.

Correggere nel modo più positivo e specifico possibile: “tenere la schiena dritta” piuttosto che dire “non si fa così”.

Dare un feedback positivo e individuale, in modo che le persone capiscano cosa e come lo devono fare: “Letizia mi raccomando gomiti stretti, bravissima così”.

Muoversi nella sala per vedere meglio l’esecuzione degli esercizi di tutta la classe.

Alzarsi in piedi durante gli esercizi a terra, dopo aver fatto vedere qualche ripetizione.


5) LANCIARE un teaser

Cos’è un TEASER? E’ un annuncio pubblicitario che stuzzica la curiosità. E’ uno stimolo per far tornare le persone alle nostre lezioni.

Per esempio, durante lo stretching o ai saluti, comunicare qualcosa che farete alla prossima lezione:“Ragazzi giovedì ho una sorpresa per voi: faremo un circuito nuovo, in cui lavoreremo sia a tempo che sulle ripetizioni. Vi aspetto!”

Però mi raccomando, se dite che farete qualcosa, FATELO! O l’istruttore migliore della città sarà qualcun altro.

Se ti è piaciuto questo articolo, prova a leggere anche Palestra tutti i giorni: fa bene o male?.


Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato.


Photo by Annie Spratt on Unsplash